Koji Inoue, fotografo sordo: la prima mostra a lui dedicata in Italia [15/5 – 25/6]

Da pochi giorni abbiamo apprezzato al Cinedeaf una delle opere della sociologa e documentarista francese Brigitte Lemaine – giurata al Cinedeaf 2015 – sull’arte silenziosa del fotografo sordo Koji Inoue “Regardez-moi, Je vous regarde” (1996 | 20′). Per la prima volta in Italia grazie all’Istituto Giapponese di Cultura e la collaborazione dell’Istituto Statale per Sordi di Roma una mostra fotografica a lui dedicata aperta a ingresso gratuito fino al 25 Giugno.

Il prossimo 20 Giugno alle ore 10.00 nell’ambito della mostra “La memoria senza suono” si terrà un gallery talk con il figlio udente di Koji Inoue, Hajime Inoue, curatore e direttore dell’Inoue Koji Photo Gallery e Brook Studio a Fukuoka (Giappone). Per l’occasione pubblichiamo di seguito un articolo sulla mostra e un’intervista ad Hajime Inoue realizzato da Francesca Pallota (ISSR).

Leggi articolo e intervista!

Naka River Fukuoka – Koji Inoue

 

LO STRAORDINARIO NELLE COSE ORDINARIE

Fotografie di Koji Inoue

È un Giappone in disordine, segnato dal militarismo americano e dall’invasione di nuovi modelli sociali, quello che fa da cornice alle fotografie di Koji Inoue. Al centro è semplicemente la vita, quella quotidiana e normale dei luoghi in cui il fotografo è nato e cresciuto, quella che ci scorre davanti senza che ce ne si renda conto, quella che regala istanti unici e irripetibili della propria esistenza. Strade con i bambini che aprono un sorriso durante il gioco o con un gruppo di donne che chiacchierano nei loro abiti umili sono strade in cui la vita scorre, silenziosa nel suo fluire e divenire, colma nel suo carico di emozioni.

Koji Inoue vive una dimensione senza suono, di impercettibile silenzio che amplifica i dettagli della visione, acuisce la voglia di sentirsi parte delle cose. Vivere senza sentire porta inconsapevolmente a una purificazione dello sguardo, a fare dell’universo un concentrato di immagini senza ghirigori di spiegazioni e acrobazie d’interpretazione. In un tempo silenzioso, fatto di attese e scatti, si instaura una relazione intima e profonda tra sé e il mondo, si percepiscono i dati visivi entrando in contatto diretto con gli aspetti più semplici ed essenziali. L’energia che scorre in noi come linfa vitale è anche in ciò che si vede, in un gioco di riflessioni e specchi, obiettivi e filtri. Tutto questo basta per attingere le informazioni dal reale, tacitamente si innescano operazioni che si concatenano inarrestabili. L’occhio assorbe gli elementi visivi, gioca a scomporli e a esplorarne il significato nascosto. Sublima gli aspetti banali e ordinari, riscopre bellezze dimenticate.

Le scene di vita lo incantano, emanano il potere d’attrazione. L’abitudine di girovagare con la sua Minolta Reflex sfocia in dipendenza. La curiosità diventa sfrenata, si anima del bisogno primordiale di esprimersi. Attraverso la pratica fotografica Koji recupera il sentimento di appartenenza a un mondo che continua a comunicare attraverso le parole. Parole incomprensibili, parole artificiose, parole che trasfigurano il mondo in un complicato groviglio di geroglifici, difficili da afferrare e comprendere. Quello che prima era iniziato come un passatempo divertente diventa istinto irrinunciabile, è un modo per allenarsi a relazionarsi alla realtà e uno stimolo a sviluppare una comunicazione con l’esterno.

Il fotografo attraversa le strade come attraversa le persone, si lascia coinvolgere completamente. Posa il suo sguardo sulle cose e immediatamente instaura un rapporto emotivo con il suo campo visivo, carica i dati della visione di nuovi significati personali. Nel guardare quelle scene di vita percepisce sensazioni, attiva i pensieri nel circuito dei ricordi vividi o delle memorie sbiadite. L’obiettivo fotografico è solo il prolungamento del suo occhio, la macchina fotografica un’estensione della sua pelle. La scena non è più solo nella realtà ma anche nella sua mente. L’eccessiva concentrazione dello sguardo innesca il meccanismo dell’attesa, è in grado di aspettare il momento giusto per cogliere l’evento in tutta la sua potenzialità espressiva. Lo scatto, l’istante decisivo è il culmine della meraviglia e dello stupore, il flash impresso nella memoria con tutto il carico di sensazioni.

Spontaneità e umorismo sono il filo conduttore delle fotografie di Inoue. Sono qualcosa di sostanzioso e palpabile nello sguardo, danno il piacere della visione e animano i soggetti fotografati. La spontaneità è soprattutto nei bambini, è l’irrompere della vitalità. È la rottura delle barriere e dei pregiudizi, i bambini sono gli unici a guardare dritto nell’obiettivo. Gli occhi sono la forza estrinseca del proprio essere, trasmettono qualcosa di unico e portentoso. È negli occhi, non nelle parole, che risiede la Verità. I grandi si imbarazzano, si nascondono o semplicemente si confondono. Non riescono a guardare con la stessa intensità e trasparenza, non riescono ad allineare il loro sguardo con quello di chi li guarda e li osserva. È questa un’analisi nuda e cruda, con gli occhi e le immagini tutto il mondo parla la stessa lingua. Non ci sono parole per esprimersi ma l’anima e lo spirito esprimono se stessi. Quello che emerge sono istanti di vita senza filtro, l’emozione scorre in un circuito diretto tra l’occhio come specchio dell’anima e l’obiettivo come specchio della visione.

Per chi non sente, la spontaneità infiamma, punge e stuzzica il suono interiore, fa sentire uguali e diversi. In assenza di silenzio è più osservata che vissuta, può diventare qualcosa di contorto e di difficile da raggiungere. Entra in strani meccanismi, lo sforzo di capire i suoni e le parole congela le emozioni e trasforma la naturalezza in qualcosa da costruire, perdendo la forza e il vigore dell’immediatezza. L’ironia è lo strumento per essere al mondo nonostante la diversità, per proseguire la propria esistenza svincolandosi dalle proprie paure. Con l’umorismo che lo caratterizza, Inoue recupera il senso di leggerezza e lo trasmette. La spontaneità torna ad essere se stessa, impregna le fotografie della freschezza di tutti i giorni. Da senso alle cose semplici, intensifica il significato della bellezza.

Nel suo girovagare, Inoue coltiva la sua voglia di scoprire differenze. Sembra che i soggetti delle sue fotografie siano i bambini, le persone. In realtà si interessa alle fisiognomie, alle espressioni che si manifestano in una data contingenza. È mosso dal desiderio di vedere i volti nelle loro combinazioni uniche e speciali, l’attenzione al dettaglio si fa analitica e minuziosa. Anche se intorno regna il silenzio, con le espressioni esce fuori chi sono quelle persone. Con le espressioni si manifestano istanti di vita che non ritornano. Le foto di Inoue diventano foto della memoria, le persone e le espressioni cambiano nel tempo mentre i soggetti fotografati restano sempre uguali. Koji passa attraverso scene di vita con la duplice sensazione di camminare anonimo nella vita che scorre, spettatore di immagini senza suono, e di esplorarla da protagonista, mettendo al centro la propria curiosità. È una condizione che acuisce le esperienze interiori, il più delle volte fissate anche su taccuini e appunti quasi come se il tempo dello scatto non bastasse a contenerle, quasi come se le emozioni fossero dilatate in un tempo più prolungato, fatto di silenzio e magia. Frasi come “nudi o in mizushibuki, in estate i bambini giocavano presso i fiumi. Bellissimi” oppure “fratellino in spalla, niente hula hop. Non importa, sorride serena la sorella”, portano a rivivere gli stessi sentimenti due volte, in un misto perfetto di impressioni e sensazioni.

Foto in bianco e nero, foto della memoria a segnare la vita che passa. Foto silenziose, ma in realtà gridano nelle vene, comunicano la visione straordinaria delle cose ordinarie. Foto che accorciano le distanze tra sé e l’altro, proiettano in dimensioni senza spazio e senza tempo. Koji Inoue non usa le parole ma riesce a dare voce alla vita che si manifesta, misura tonalità e timbro con l’abilità di un maestro, gioca a comporre melodie che s’infiltrano veloci nei meandri dell’anima, incide le emozioni. Nelle sue foto c’è tutto se stesso, la musica è l’assoluto silenzio. Quel silenzio che, forse meglio di qualsiasi forma di espressione, può dar voce alla voce del cuore.

Francesca Pallotta

Storica dell’arte, Istituto Statale per Sordi – Roma


INTERVISTA A HAJIME INOUE

a cura di Francesca Pallotta, traduzione di Maria Cristina Gasperini

  1. Chi è Koji Inoue e quando ha cominciato a fotografare?

井上孝治さんはどんな方でしたか?なぜ写真を始められたのでしょうか。

Mio padre sorrideva sempre; in particolare era felice con la macchina in mano, o durante la stampa delle foto, o ancora quando beveva l’adorato sakè. L’approccio alla fotografia avvenne durante la cerimonia di diploma dalla scuola media per sordi, quando ricevette in dono una Minolta Reflex a doppia lente.

父はいつもニコニコしている人でした、特にカメラを持っている時、プリント作業をやっている時、大好きなお酒を飲んでる時はとても楽しそうでした。写真を始めるきっかけは父親から中学校(ろう学校)の卒業祝いに、二眼レフカメラをプレゼントされたことに始まります。

  1. La fotografia per lui è stata più comunicazione che arte? Qual è il suo approccio alla fotografia?

孝治さんにとって、写真は芸術というよりもコミュニケーションツールだったのでしょうか。彼にとって写真(カメラ)とは何だったのでしょうか。

La fotografia credo fosse un mezzo per esprimere il sé, attraverso il quale poteva in ogni momento interagire con la società. Inoltre credo che l’assenza di suono gli rendesse più agevole la concentrazione, più che a qualsiasi udente. Mamma diceva sempre che per papà nella vita la cosa più importante era la fotografia, la seconda gli amici sordi, e poi la famiglia. Sono d’accordo con lei.

自分を表現する手段だと思います、「写真」によって何時も社会と関わることができました。雑音が聞こえない分、一般の健聴者よりも写真撮影に集中できたのではないかと思います。「父の人生で1番大切なものは 写真、2番目は ろうあ者の仲間、そのあとが家族、、」と母がよく言っていました。僕もその通りだと思います。

  1. Come viveva la sua condizione di sordità?

ろう者であるということを、孝治さんはどのように受け止めていましたか。

Non l’ha mai pensata come un handicap. Piuttosto riteneva che la sordità fosse un vantaggio nel mondo della fotografia. Però, quando decise di andare a Tokyo come fotografo professionista e si scontrò con la ferma opposizione della mamma, ecco, allora si rattristò per la sua sordità.

ハンディーだという考えはほとんどなかったと思います。

むしろろうあ者だからこそ、健常者よりも写真を撮る上では有利なことが多いと思っていたのではないでしょうか。

ただ、いちどだけ私が学生の頃、プロの写真家として、東京へ出たい言っていた時代があります、結局 母の猛反対で諦めたことがあります、その時は自分のハンディキャップを恨みかなり落ち込んでいました。

  1. Cosa rappresenta con le sue fotografie?

写真を使って、どのようなことを表現しようとしたのでしょうか。

  1. Il suo modo di vedere sembra avere analogie con quello di Henri Cartier Bresson. In entrambi i casi c’è l’importanza dell’istante decisivo.

「待つ」ことと「決定的瞬間」の重要性という点でアンリ・カルティエ・ブレッソンの作品との類似性が感じられます。

  1. Nelle sue foto si è ispirato a qualcuno o qualcosa? Cosa lo guida nella pratica fotografica o nella scelta dei soggetti?

孝治さんの写真の中に、誰か、または何かからインスピレーションを得たものはありますか。撮影技術や被写体の選択において影響を受けたものはありますか。

Koji era molto colpito dalle foto “istantanee” di Kimura Ihee (fotografo giapponese, 1901-1974, ndt), tanto che lo possiamo considerare il suo padre ispiratore, e ha sempre desiderato di scattare come lui. Di lui ammirava la distanza dal soggetto, la composizione dell’immagine, l’angolo, lo scatto, l’espressione, la luce, tutto insomma. Per questo, nella sua vita ci sono tanti episodi emblematici, come lo starsene appollaiato per un’ora su un palo della luce, oppure, sdraiato a terra, rischiare di essere investito da un’auto in piena notte in mezzo alla strada. Scrive Kimura Ihee nella sua autobiografia :” ‘l’istante decisivo’ di Henri Cartier Bresson ebbe su di me un effetto dirompente, capii che era quella la strada da seguire…”; per questo, indirettamente, può dirsi forse che anche mio padre ne fu influenzato.

(quando saprà di essere stato paragonato a Cartier Bresson, sarà felicissimo in Paradiso…)

写真家の木村伊兵衛氏の作品と出会いそのスナップ写真の数々に感銘を受け、木村氏を「心の師」と思うようになり、いつかは彼のようなスナップ写真を撮りたいと願っていました。

それは被写体との距離感、構図、アングル、シャッターチャンス、表情、光線の捉え方、など全てにおいて、憧れていたと思います。(その影響か、電柱に登って1時間ほど降りてこなかったり、道の真ん中に寝そべってカメラを構え車にひかれそうになったり、、と幾つかそういう話があります。)

その木村伊兵衛氏は、自著「私の写真生活」の中で

「アンリ カルチエ ブレッソンの「決定的瞬間」の作品群を見て強烈な衝撃を受け、自分の目指すべき道はこれだ、、、」と書き残していますので父も間接的には影響を受けていたのではないでしょうか。

(もちろん、ブレッソンの足元にも及びませんが、質問者の「ブレッソンの作品との類似性がある」という褒め言葉を天国で聴いて、本人はさぞびっくりしているのではないかと思われます。

  1. Cosa muove la scelta dei luoghi e delle inquadrature? Ha voluto indagare un fenomeno o raccontare storie individuali?

撮影場所や構図はどのように決められているのでしょうか。ある現象や状況と個人のストーリー、どちらに興味があったのでしょうか。

L’epoca ritratta nelle sue foto (1950-59), viene raccontata attraverso le scene di vita urbana, che era d’interesse per mio padre. Camminando per strada, la città offriva una moltitudine di soggetti: una mamma che prepara la cena in strada su un braciere improvvisato, papà che trasportano oggetti in bicicletta o in pickup, bambini che saltano alla corda o giocano alle carte menko o alle biglie in strada. I luoghi d’interesse erano invece stazioni con andirivieni di tanta gente, strade con negozi, villaggi di pescatori o contadini o minatori. Sceglieva punti da cui osservare la vita della gente, attraverso la quale comunicare lo spirito del tempo. (il suo negozio di fotografo “Inoue Camera” si trovava nella strada commerciale a un minuto dalla stazione, per cui il materiale non mancava).

写真に残しているこの時代(1950~1959)、父が興味を持ったのは市井の人々の生活を撮ったスナップです。路地を歩いては、七輪に火を起こし夕食の支度をするお母さん、自転車やリヤカーで物を運ぶお父さん、未舗装の道路でメンコやビー玉や縄跳びをする子供たちなど、街は被写体に溢れていました。

撮影場所として興味を持ったのは、たくさんの人が行き来する駅、商店街、漁村、農村、炭坑街、など人の生活が見ることのできる被写体を探してその時の気分でカメラを持って出かけていました。

(駅のホームまで歩いて1分と言う駅前の商店街に「井上カメラ店」があったのでとてもフットワークがよかった。)

  1. La pratica fotografica è spesso un incontro, permette di conoscere le persone. Pensa che ci sia stato uno scambio tra Koji e i suoi soggetti?

写真を撮ることは、出逢いであり、人と知りあうことにつながると考えています。孝治さんと被写体との間に対話があったのでしょうか。

Poiché desiderava ritrarre i soggetti nella maniera più naturale possibile, mio padre si esercitava ogni giorno per velocizzare lo scatto. A un’attenta osservazione delle foto, infatti, gli adulti spesso non si accorgono di essere fotografati, al contrario, i bambini spesso guardano in macchina. Ma i bambini hanno con la macchina un rapporto amichevole, sorridono sereni. Per mio padre, che non poteva parlare, il riuscire a stare tra loro e riprenderli nelle loro emozioni, era incredibile. Forse ci riusciva per la su profonda umanità.

人物を自然な状態で撮影したいので、早業でシャッターを切る練習を日頃よくやっていました。

改めて作品を見てみると大人はあまりカメラに気づいてない作品が多く、反対に子供はカメラに気付いてる写真がたくさんあります。でも子供たちはカメラに対して

警戒心がなく、むしろ微笑んだりして対等な仲間として認めているようにも見えます。声を出すことができなかった父が子供たちの中に入り込み、こんな表情を撮ることができたのは父の人間性なのか、とても不思議です。

  1. Nelle sue foto ci sono quasi sempre i bambini. Perché ha scelto questi soggetti? Cosa li accomuna?

多くの写真に子供たちが写っています。なぜ子供を選んだのでしょうか。何を表しているのでしょうか。

Non credo ci sia un significato particolare. I bambini sono geniali nel loro interesse per cose o giochi impensabili; forse mio padre si divertiva stando tra loro e osservandoli.

深い意味はないと思います。子供は思いがけないいろんな事や遊びに興味を持つ天才です、父もその中に入って楽しんでいたのではないでしょうか。

10. Le sue foto sono accompagnate spesso da didascalie. Pensa che fanno parte del suo lavoro?

いくつかの写真には説明文がついています。これらは作品の一部ですか。

Mentre lavoravamo alla raccolta “La città della memoria” , mio padre aveva dei ricordi chiarissimi delle scene riprese 35 anni prima. L’editore ebbe allora l’idea di aggiungere i suoi commenti come parte dell’opera.

写真集「想い出の街」を制作する段階で、父は35年ぶりに見るこれらの写真を撮影したときの様子を驚くほど明確に記憶していました。

そこで、編集者のアイディアで撮影時の本人の感じたことを写真と一緒に載せる事にしました。作品の一部と言えると思います。

11. Una delle sue foto preferite è quella del bimbo che lecca un blocco di ghiaccio. Come e quando è stata scattata?

男の子が氷柱をなめている写真が大好きです。これはいつ、どのような状況で撮られたのでしょうか。

Il decennio seguente al secondo dopoguerra credo fosse simile anche in Italia, non c’erano condizionatori, e dunque i blocchi di ghiaccio erano posti lungo le strade dei negozi per rinfrescare l’ambiente. Mio padre aveva visto il ragazzino guardare il ghiaccio e aveva fatto un primo scatto, ma il secondo, su intuizione di ciò che stava per accadere, fu decisivo.

第二次世界大戦から10年イタリアも同じだと思いますが当時はエアコン等を殆んどなく商店街の通路に涼を呼ぶ氷柱が置かれていました。氷を見る少年を見つけ、

1枚シャッター切った後、何かやりそうに思っているとペロリ、父は2枚目のシヤッターを切りました。

12. In alcune sue foto c’è spesso un certo margine di attesa. Quanto è importante il tempo per Inoue?

待っている人々をとらえた写真がいくつかあります。孝治さんにとって時間の重要性というのはどんなものだったのでしょうか。

Non saprei.

よくわかりません。

13. Koji lavora per associazioni visive. Ne è un esempio la foto del cavallo che passa davanti un’insegna musicale.

孝治さんは視覚からリズムを感じ音を連想させるような写真を撮っています。ダンス教室の前を馬が通っている写真がその例です。

Anche io lo penso. Si sentono gli zoccoli del cavallo e la bella musica della sala da ballo. Anche in altre foto, sembra di udire le voci ridenti di bambini e ragazze, oppure il frastuono di auto e treni.

私も同感です。この馬の写真は「パカ 、パカ」と馬の蹄の音と軽快な音楽が聞こえてきます。他にも子供や若い女性の笑い声、車や電車の騒音が聴こえてきます。

14. Tra le foto in mostra ce n’è solo una in posa…

展示されている写真の中でポーズをとったものはお正月の写真のみです。

Mio padre amava la fotografia spontanea. Osservando le sue foto, si intuisce che lo scatto, uno al massimo due, avveniva soltanto quando la composizione degli elementi era completa. Non ci sono difatti foto ritoccate o tagliate, poiché l’immagine veniva cristallizzata nella struttura pensata, frutto di paziente attesa.

自然体の写真を心がけていたようです。
作品をじっくり見ると本人独特の構図でシャッターを切っています、展示作品はすべてノートリミングですがほとんどがシャッターを1度または2度しか切っていません。
自分の思う構図になるので「待って、待って」ココと言う所でシャッターを切ったと思われます。

15. Perché le foto sono tutte in bianco e nero?

なぜすべて白黒写真なのですか。

In primis il colore era ancora poco efficace e i prodotti giapponesi ancora non erano ottimali. E poi all’epoca non era possibile stampare da sé a colori, mentre il bianco e nero lo permetteva, rispondeva in toto al suo gusto personale.

1つはカラーフィルムがまだ効果で少なく日本製は発色が悪かったことだと思います。

当時からは自分でプリントすることが不可能でした、一方、白黒だと自分の好みのプリントが可能でしたし、何よりも白黒写真が大好きでした。